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Fabio Zaffagnini, sognatore

Il problema era uno di quelli seri. E non vorrei essere stato in Fabio la mattina del 4 novembre 2015.

Ma facciamo un passo indietro: Fabio Zaffagnini è un ragazzo dagli occhi vispi e la mente veloce. Per dirla tutta, una di quelle persone che continueresti sempre a chiamare ragazzo anche quando gli anni della giovinezza sono qualcosa di appartenente al passato. Deve avere a che fare con quella specie di luce negli occhi, di irrequietezza interiore che trovo essere il fil rouge nelle storie di tutte queste persone che trovo intrigante raccontare. Fabio è un vulcano, un visionario. E, fortuna nostra, la gran parte delle sue improbabili e folli visioni vede nella condivisione l’elemento centrale.

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Viene facile pensare a quello che credo sia stato il suo primo progetto “condiviso”: come sa bene ogni vero appassionato di musica rock, i concerti – soprattutto quelli delle big band o di certi artisti di culto – sono eventi che uniscono per passione e per certe affinità un vasto numero di persone e non c’è nulla di più bello di condividere questa ebbrezza con amici sulle stesse lunghezze d’onda. Bene, ecco il fine della piattaforma www.fabiulosoentertainment.com creata con l’obiettivo di trovare il perfetto match tra le passioni di Fabio e quelle di tutti coloro che desiderassero unirsi ad una delle sue avventure. Una piattaforma web cucita su sé stesso per non sentirsi più dire “Se l’avessi saputo…”.

Fabio è un geologo e ha lavorato per molti anni presso l’Istituto di Scienze Marine del CNR di Bologna. In seguito, dopo un periodo in cui ha esercitato la libera professione, gli viene proposta la posizione di Direttore Tecnico presso uno spin-off del CNR. Ma lui ama viaggiare e ha un desiderio: quello di girare il mondo e, possibilmente, essere pagato per farlo. Partendo da questo stimolo nel 2014 fonda “Trail Me Up”, una startup che attraverso sistemi di realtà aumentata, consente agli utenti del servizio di visitare sentieri e luoghi remoti in giro per il mondo. Una specie di Google Streetview dei posti raggiungibili soltanto a piedi. Alla fine non solo ha viaggiato tanto, ma è anche riuscito a far viaggiare centinaia di persone coinvolgendole nella creazione di contenuti per la piattaforma. Ma questa è un’altra storia.

I sogni di Fabio si fanno sempre più ambiziosi: ora basta girare l’Italia, l’Europa o mezzo mondo per dover seguire la propria band preferita. Dopo tanti anni di fedele passione sarebbe anche il momento che fossero loro, questi Foo Fighers, a preoccuparsi di organizzargli un concerto nel giardino di casa. Ma come si chiede qualcosa di così folle a una della più celebri rock band del mondo? Inventandosi qualcosa che nessuno aveva mai osato fare prima: riunire 1000 musicisti per suonare insieme un loro pezzo, filmare tutto per poi inviare il video al leader fondatore della band: Dave Grohl.

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Nel giro di pochi giorni il video diventa virale (oggi le visualizzazioni sfiorano i 32 milioni) e l’impresa di Fabio Zaffagnini e del team di Rockin1000 fa il giro del mondo, diventando al tempo stesso un esempio e un caso di studio. Grazie al potere della rete e dei social, Dave Grohl riceve il messaggio e il giorno dopo risponde a suo volta con un video dove con un italiano quasi perfetto ringrazia tutti e lancia la promessa: “Stiamo arrivando. Prometto”.

La sera del 3 novembre 2015 i Foo Fighers arrivarono davvero. Il giardino dietro casa è stato il piccolissimo palazzetto dello sport di Cesena in grado a malapena di contenere i mille dell’impresa e qualche intruso in più. Per una notte che si trasformò, per tutte quelle persone, in uno di quei momenti per cui da quel giorno esiste un “prima” e un “dopo”.

Ed ecco che finalmente torniamo all’inizio di questo post. Come ci si sveglia il giorno dopo? Cosa si può fare, di ancora più grande, una volta realizzato qualcosa di impossibile?

Beh, ci è riuscito. Eccome, se ci è riuscito. Tra una settimana ne parleranno tutti, noi ne abbiamo parlato qualche tempo fa dopo una lunga giornata di sole nelle spiagge della sua Romagna. Questa, se vi va si ascoltarla, è la sintesi della nostra chiacchierata:

fonte: Parma Repubblica

Una giornata con… Ólöf Arnalds

Il 2016 si apre con la prima serata Barezzi Night “Le nozze sospese” con la cantautrice-poetessa islandese Ólöf Arnalds.

L’unico appuntamento italiano dell’artista islandese è arrivato a Parma venerdì 8 gennaio grazie al Barezzi Festival che, in collaborazione con la Fondazione Teatro Regio, mette in scena lo spettacolo sul palcoscenico del Ridotto, scrigno prezioso e suggestivo.

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In questa intervista Ólöf ci racconta la sua storia, il suo percorso, la perseveranza nel perseguire i sogni e i nuovi progetti, dall’esperienza con il crowdfunding al nuovo lavoro artistico che uscirà nel corso della prossima estate.

E ci saluta con un consiglio, prezioso, per tutti.

Intervista: Andrea Mareschi
Immagini: Gianmaria Pacchiani

Una giornata con… Anna Pestalozza

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Secondo la rivista statunitense Forbes, l’Olanda è considerato uno dei paesi meno amichevoli per gli expats. Di certo però è un paese che consente alle persone di realizzare i propri sogni imprenditoriali. Gli ingredienti segreti? Competenza, costanza e determinazione. Noi ne abbiamo parlato con Anna Pestalozza, una user interface designer che vive a Rotterdam da oltre quattro anni. Una lunga chiacchierata, nella sua Milano, ricca di stimoli e con un retrogusto di speranza per il nostro Paese…